Il ligure è un popolo che nasce sul mare (e guai ad allontanarcene) ma ama la montagna, e forte è il legame che si ha con questi due ambienti: la pianura, per la conformazione del nostro territorio, non è proprio contemplata!Il cuneese, insieme alla Vallée, è la montagna dei genovesi e dei liguri, soprattutto del ponente, sia durante la stagione estiva sia in quella invernale: entrambe hanno bellissimi scorci e montagne.
Ovviamente la Valle ha delle perle difficilmente paragonabili, ma anche la provincia granda offre paesaggi incantevoli.
Ho i miei luoghi del cuore dove periodicamente mi piace ritornare! Non vi dico “il marito”, fomentato “dal figlio” che, a seconda dei luoghi dove tornare, già da Genova: “Beeelìn! ma di nuovo!!! ma ci siamo già staaati!!” (perchè, a sciare non vai sempre nello stesso posto? … e tutti gli anni per diversi giorni …) ed io, acida con vocali più strette e toni un filo più acuti: “sono anni che non ci torniamo! perchè? non ti piacciono?”, “e ho capiiito, ma ormai li conosciaamoo” “perchè? gli altri posti non li conosci?” (come si segnano graficamente gli occhi al cielo?
Oggetto della “discordia” sono i “Ciciu del Villar”…
Formano una Riserva naturale a Villar San Costanzo, nella Valle Maira:
https://www.google.com/maps/d/edit?mid=zj3bLMZ4YyW0.kuKOsfLDNSco&usp=sharing
Narra la leggenda che San Costanzo, evangelizzatore delle valli cuneesi nel 300, fu rincorso dai soldati romani e martirizzato sulla Costa Pragamonti. Prima di essere ucciso, si voltò verso i soldati gridando:
“O empi incorreggibili, o tristi dal cuore di pietra!
In nome del Dio vero vi maledico. Siate pietre anche voi!”
100 soldati furono pietrificati e da allora il bosco fu abitato dai ciciu.
Volendo essere più pragmatici, invece, le colonne ebbero origine al termine dell’ era glaciale.
Il torrente Fanssimagna, con lo scioglimento dei ghiacciai, erose le pendici del Monte S. Bernardo trascinando a valle molti detriti. Vi si posarono sopra dei massi a causa di scosse sismiche.
Il susseguirsi di forti movimenti tettonici ed erosioni dell’ acqua portarono e formarono questi funghi di pietra.
Ciciu in piemontese significa pupazzo, fantoccio: la loro forma ricorda sicuramente dei grandi funghi porcini … immaginate a trovare dei funghi così … :D
Geomorfologicamente, invece, vengono definiti “piramidi della terra” o “colonne d’ erosione”: non c’è paragone per i comuni mortali, ciciu for ever!
Questa riserva fa parte del Parco Naturale del Marguareis: è un bel percorso nel bosco.
Offre 2 percorsi didattici, uno turistico di circa 45′ e l’ altro, escursionistico, di circa 90′. C’è inoltre un percorso ginnico, che noi abbiamo saltato.
Ci sono principalmente alberi di frassino, acacia, rovere e castagno e in mezzo ai quali spuntano i ciciu solitari o in gruppo. Nel 2000 sono stati catalogati 479 ciciu (ne ho visti molto meno!!) e su tutti campeggia “la famiglia”, un gruppo di ciciu di diverse dimensioni.
All’inizio del percorso c’è una bella area attrezzata con tavoli e panche sotto gli alberi, un barbeque in pietra (Carlo e io abbiamo mangiato il nostro striminzito panino proprio lì: noi siamo spartani ad oltranza nelle gite!) e, all’esterno della riserva, giochi per bambini e un ampio parcheggio.
E’ una gita piacevolissima e rilassante, a cui si può associare la visita di Dronero, borgo incantevole della Valle Maira.